Le "Piramidi di terra" di Segonzano
in valle di Cembra
Escursioni alle Piramidi.
Da
Trento: uscendo
verso est, s'imbocca la vallata del Fersina con la S.S. 47 della Valsugana per Civezzano -
Cavalese. Al bivio per Pergine Valsugana, si svolta a sinistra per Civezzano. Non si entra
in paese, ma si seguono sempre le indicazioni per Segonzano. Da Baselga di Pinè: si scende sulla S.P. 83 in direzione di
Trento, dopo circa 3-4 Km., al bivio per Segonzano, si svolta a destra. Da
Brusago di Pinè: a sinistra della chiesa si
prende la strada ripida per Valcava e la si segue fino al bivio con la S.P. 71. Si gira a
sinistra e si seguono le indicazioni per Segonzano.
Nel periodo Quaternario i ghiacciai dell'Avisio abbandonarono nella Valle del rio Regnana
moltissimo materiale, che formò enormi depositi morenici costituiti da una mescolanza di
materiale finissimo con ciotoli e grandi massi. Questi accumuli sono dovuti alla
disgregazione e al disfacimento delle creste e dei fianchi della montagna operata dal
movimento del ghiaccio. Nel corso dei millenni, l'azione erosiva dell'acqua ha poi dato
origine alla formazione delle Piramidi.
Le gocce di pioggia, quando colpiscono il terreno, ne smuovono le varie particelle,
esercitando un'azione erosiva che aumenta con la pendenza. Ma il terreno non è asportato
totalmente grazie alla composizione mista dei materiali: i frammenti più o meno
arrotondati, i numerosi massi disposti caoticamente dal ghiaccio, rappresentano un punto
di protezione contro l'azione meccanica ed erosiva delle acque. Nel 1932 alcuni studiosi
avanzarono l'ipotesi, poi totalmente smentita, che le Piramidi esisterebbero già
preformate e l'acqua non avrebbe altra funzione che quella di disseppellirle.
La forma classica di una Piramide è quella di un tronco di cono sormontato da un masso.
Accanto a questa si possono osservare le "Piramidi a punta" con stelo conico e
prive del masso di protezione; sono in genere non molto alte e ciò dimostra una
evoluzione rapida. Un'altra tipica forma è quella a "cresta", costituita da una
lama di terreno seghettato e affilato, la cui formazione è dovuta all'assottigliamento
dello spartiacque, compreso fra due canaloni. Talvolta le Piramidi sono raggruppate a
"canne d'organo".
Nella conservazione delle Piramidi la copertura vegetale riveste una notevole importanza,
perché modera l'azione erosiva dell'acqua; le radici, il muschio e le foglie trattengono
efficacemente la terra, impedendo l'erosione. La presenza di vegetazione nei canaloni è
indizio di un'attività erosiva, che si è ridotta considerevolmente. Alcune Piramidi
hanno, come protezione, dei cespugli od alberi alla sommità; più frequente è il caso di
grossi bastioni isolati dall'erosione sui quali è rimasta intatta la vegetazione.
Nella formazione delle Piramidi ha importanza fondamentale la presenza del
"cappello" e, soprattutto, la sua forma, perché ne condiziona l'esistenza e la
durata. La più idonea è quella del lastrone un pò squadrato, lievemente inclinato a
valle, che fa da tetto naturale alla piramide. Se il masso cade, la Piramide assume una
forma appuntita, facilmente aggredibile dall'acqua; il suo destino è segnato se, lungo il
suo stelo, non si trova un altro masso, futuro "cappello". Una Piramide situata
nel IIº gruppo, ha un cappello veramente notevole, del peso di circa 100 quintali.
Archivio
A.P.T. Altopiano di Pinè - Valle di Cembra. |